Chi Siamo


 
 








 

Storia

La nostra scuola nasce nel 2018 come risultato di un percorso lungo e profondo, segnato da esperienza, riflessione e coerenza tecnica.
Affonda le sue radici nella storica World Ju Jitsu Federation (WJJF) e nella World Ju Jitsu Kobudo Organization (WJJKO), fondate e sviluppate sotto la guida del Maestro Soke Robert Clark e del suo storico collaboratore Shike Giacomo Spartano Bertoletti.

 

Con la scomparsa di Soke Clark nel 2012, figura carismatica e fondatore della WJJF, si è progressivamente interrotta la linea ideale e tecnica che per anni aveva unito i praticanti sotto un’unica visione. Dopo il conflitto interno tra la WJJF UK e la WJJKO, culminato nella loro separazione nel 2015, la scuola ha vissuto un periodo di transizione e incertezza.

 

Nel tempo, divenne evidente che le due direzioni residue non rispecchiavano più i principi, i valori e la prospettiva meritocratica e tecnica che avevano animato l'opera di Soke Clark. È da questa constatazione che nasce l’esigenza di un nuovo inizio, basato su fedeltà alla tradizione, qualità formativa e visione etica.

 

A guidare questa transizione è stato Hanshi Stefano Draghi, figura storica della vecchia federazione, con oltre 30 anni di impegno nella WJJF e nella WJJKO. Rappresentante italiano di spicco, ha ricoperto ruoli chiave come Vicepresidente WJJF Italy, Shuseki Shihan (Maestro Capo) e Chairman internazionale nel triumvirato nato nel 2016 con colleghi irlandesi e israeliani. Dopo lo scioglimento del triumvirato nel 2018, e preso atto dell’impossibilità di proseguire in coerenza con i principi originari, Hanshi Draghi ha intrapreso il cammino autonomo della nuova scuola.

 

Questa scelta, difficile ma necessaria, è stata formalizzata con una lettera aperta e riconosciuta simbolicamente con il conferimento dell’ottavo Dan ad honorem, a testimonianza del contributo pluridecennale allo sviluppo internazionale della federazione.

 

La nuova scuola si fonda dunque su una doppia direzione: conservare con rigore gli insegnamenti ricevuti da Soke Clark, e allo stesso tempo costruire un futuro aperto, tecnico e trasparente. Un progetto sostenuto da un gruppo di maestri uniti nella visione e nel rispetto delle arti marziali tradizionali.

 

Il logo della scuola ne incarna l’identità:

  • le sigle WJJF e WJJKO sono mantenute come simbolo del retaggio;
  • l’indicazione Since 1976 ricorda l’anno di fondazione della scuola madre;
  • il sole e gli ideogrammi giapponesi rappresentano energia, pensiero e continuità della tradizione nipponica, proiettata verso il futuro.

Questa è la nostra origine: un percorso che affonda nel passato, ma guarda avanti con coerenza e convinzione.

Ju Jitsu

Le origini

Il Ju Jitsu (柔術), traducibile come “arte della flessibilità” o “arte della cedevolezza”, è un'antica disciplina marziale giapponese sviluppata nel periodo feudale dai bushi (samurai), come sistema di combattimento corpo a corpo in assenza di armi.

Basato sull’uso dell’energia dell’avversario, il Ju Jitsu includeva tecniche di:

  • proiezione (nage waza),
  • leve articolari (kansetsu waza),
  • immobilizzazioni (osae waza),
  • colpi (atemi waza),
  • strangolamenti (shime waza),
  • e difesa da armi bianche.


Breve cronologia storica

  • XII–XIV secolo: sviluppo dei primi metodi di lotta non armata nei clan guerrieri.
  • Periodo Edo (1603–1868): nascita formale delle scuole (ryū) di Ju Jitsu, come Takenouchi-ryū, Kito-ryū, Yagyu Shingan-ryū, Daito-ryū, ecc.
  • Fine XIX secolo: il Ju Jitsu tradizionale entra in crisi dopo la restaurazione Meiji. Alcune scuole confluiscono nel nuovo Judo di Jigoro Kano.
  • XX secolo: nasce l’interesse in Occidente per il Ju Jitsu tradizionale come arte marziale completa e non sportiva.

Il Ju Jitsu di Soke Robert Clark

Soke Robert Clark (1946–2012), fondatore della World Ju Jitsu Federation (WJJF), si forma inizialmente sotto la guida di maestri giapponesi e britannici in ambienti militari e di polizia. La sua pratica si basa su uno stile di Ju Jitsu tradizionale giapponese adattato al contesto europeo, fortemente influenzato da scuole come Daito-Ryū Aiki-Jujutsu, Kito-Ryū e sistemi derivati dalla tradizione samurai, ma con una struttura più accessibile e didattica.

Clark ha strutturato il suo metodo in un syllabus progressivo e chiaro, che ha permesso la trasmissione uniforme dell’arte in tutto il mondo.
Il suo approccio era:

  • efficace ma controllato,
  • formativo prima che competitivo,
  • basato su valori educativi, disciplina e rispetto del tatami.

La WJJF/WJJKO, da lui fondata e diretta fino alla morte, è stata per anni una delle organizzazioni internazionali più diffuse per il Ju Jitsu tradizionale occidentale.

 

Evoluzione verso un Ju Jitsu moderno

Il Ju Jitsu proposto oggi dalla nostra scuola si ispira direttamente al pensiero e al sistema di Soke Clark, ma si è evoluto nel tempo per rispondere alle esigenze del mondo moderno.

Il nostro Ju Jitsu contemporaneo conserva la struttura tradizionale (gradi kyu/dan, kihon, kata, kumite), ma integra:

  • maggiore attenzione alla difesa personale reale;
  • inclusività (bambini, donne, praticanti con disabilità);
  • aggiornamento tecnico continuo;
  • un approccio meritocratico e trasparente alle progressioni.

È una pratica che unisce il rigore del passato con la flessibilità del presente, valorizzando l’individuo nel suo percorso formativo, tecnico ed etico.

Clark

Robert William Clark, nato nel 1946 a Liverpool, Regno Unito, è stato uno dei pionieri assoluti della diffusione del Ju Jitsu tradizionale giapponese in Europa. Conosciuto nel mondo marziale come Soke Clark, ha dedicato l’intera vita alla promozione, all'insegnamento e all'organizzazione dell’arte del Ju Jitsu, con rigore tecnico e visione pedagogica.

 

Un marzialista completo

Clark iniziò la sua formazione nelle arti marziali negli anni '60, studiando Judo, Karate e Ju Jitsu. Dopo aver approfondito il Ju Jitsu in Inghilterra sotto la guida di insegnanti locali e giapponesi, sviluppò uno stile personale, che fondeva le basi tecniche tradizionali con un metodo moderno, strutturato per essere compreso anche in contesti occidentali.

 

Nel 1976 fondò la World Ju Jitsu Federation (WJJF) a Liverpool, un’organizzazione che in pochi anni divenne un riferimento mondiale per la pratica del Ju Jitsu tradizionale fuori dal Giappone.

 

Uneredità internazionale

Sotto la guida di Clark, la WJJF si è diffusa in oltre 40 paesi, tra cui:

  • Regno Unito
  • Italia
  • Irlanda
  • Israele
  • Stati Uniti
  • Brasile
  • Germania
  • Australia
  • India
  • Sudafrica

 

In questi paesi, la WJJF ha formato migliaia di praticanti e riconosciuto oltre 30.000 cinture nere a diversi livelli. Clark ha personalmente esaminato, promosso e formato decine di quadri tecnici internazionali, sempre con una visione unificata e meritocratica.

Il suo pensiero era semplice ma profondo: trasmettere un Ju Jitsu etico, efficace, progressivo e fedele alla tradizione, senza dimenticare i valori educativi e la disciplina del Budo.

 

Scrittore e autore

Soke Clark è stato anche autore di numerosi manuali tecnici e testi di riferimento per generazioni di praticanti. Fra i più noti:

  • Ju Jitsu – Official Training Manual (WJJF Publication)
  • The Art of Ju Jitsu
  • WJJF Technical Grading Syllabus
  • Pubblicazioni interne WJJF/WJJKO utilizzate per corsi, seminari e formazione istruttori

 

La persona e il suo entourage

Robert Clark era apprezzato non solo come maestro, ma anche come persona carismatica, semplice e determinata. Sempre disponibile verso gli allievi, possedeva una capacità rara di motivare e trasmettere fiducia.

Accanto a lui, per molti anni, vi fu Beryl Miao, compagna di vita e di lavoro, che ebbe un ruolo fondamentale nell'organizzazione degli eventi, nella gestione della sede centrale e nell’amministrazione globale della WJJF. La sua figura è riconosciuta da tutti come pilastro silenzioso ma essenziale del successo della federazione.

 

Eventi e storia viva

Clark ha diretto centinaia di seminari internazionali, esami ufficiali, gathering mondiali, camp estivi e invernali. Alcuni di questi hanno coinvolto migliaia di praticanti riuniti da ogni parte del mondo, come i celebri eventi a Liverpool, Dublino, Roma, Haifa, San Paolo, Tokyo, Johannesburg, New York e Budapest.

 

Molti di questi appuntamenti sono stati documentati su riviste come Martial Arts Illustrated, Combat, Budo International, Black Belt Magazine, e all'interno degli house organ ufficiali WJJF/WJJKO.

 

Soke Clark è scomparso nel 2012, lasciando un vuoto profondo nel panorama internazionale del Ju Jitsu. Ma il suo insegnamento continua a vivere nelle scuole, nei dojo e nei praticanti che ancora oggi si ispirano al suo modello tecnico, organizzativo e umano.

La Scuola

Organigramma

La scuola è organizzata secondo una struttura piramidale con:

  • Direzione Tecnica Generale a livello centrale
  • Direttori Tecnici di dojo per ogni sede
  • Istruttori qualificati
  • Commissione tecnica nazionale e internazionale per valutazioni e gradi

Ogni ruolo ha funzioni precise, con l’obiettivo di garantire qualità, continuità e coerenza tecnica.

Syllabus

Il syllabus tecnico seguito dalla nostra scuola è l’originale sistema di insegnamento ideato da Soke Robert Clark, con l’ultima revisione ufficiale approvata nel 2006. Questo documento rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la formazione dei praticanti, mantenendo coerenza, progressione e chiarezza didattica in tutte le sedi.

Alla struttura principale è stata aggiunta un’appendice tecnica finale, sviluppata in collaborazione tra Soke Clark e il suo ultimo allievo diretto, Matthew Rinaldi, indicato come suo successore tecnico. Questo aggiornamento, completato poco prima della scomparsa di Clark, ne rispecchia fedelmente la visione evolutiva e completa il programma fino al 7° Dan della cintura nera.

Il syllabus prevede una progressione dettagliata dalle cinture kyu fino ai gradi dan, con contenuti tecnici chiari, esami strutturati e criteri uniformi condivisi tra tutti i dojo affiliati.

Impegno Sociale

La nostra attività non si limita al tatami. La scuola è fortemente impegnata in ambito sociale, con progetti concreti e continui rivolti a diverse categorie fragili e a rischio.

 

In tutte le sedi vengono attivati corsi gratuiti di difesa personale riservati alle sole donne, strutturati secondo un programma che combina aspetti tecnici e psicologici, in alcuni casi con il supporto diretto di forze dellordine e psicologi specializzati. Questi corsi sono pensati non solo per insegnare la protezione fisica, ma anche per rafforzare la consapevolezza e l'autonomia emotiva delle partecipanti.

 

Collaboriamo attivamente con centri antiviolenza, offrendo corsi gratuiti per donne che hanno subito violenza e anche per i figli minori coinvolti indirettamente in queste situazioni. Per garantire la massima efficacia e sensibilità, diversi insegnanti della scuola hanno partecipato a formazioni specifiche presso i centri antiviolenza, per comprendere a fondo le dinamiche psicologiche e sapere come operare nel rispetto e nella sicurezza.

 

La scuola opera inoltre allinterno degli istituti scolastici superiori, in particolare nei licei, con programmi didattici di educazione alla consapevolezza e alla difesa personale. Questi percorsi non si limitano alla tecnica, ma includono anche riflessioni guidate, elementi di psicologia del conflitto e gestione dello stress, integrando teoria e pratica.

 

In ambito inclusivo, collaboriamo con il Comitato Paralimpico Italiano, promuovendo progetti per linclusione di persone con disabilità fisiche e cognitive, sia all'interno delle scuole che nei dojo. Alcuni docenti hanno seguito corsi specifici sull'interazione con forme di autismo e disturbi dello sviluppo.

 

Infine, teniamo corsi in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi (ENS), con moduli tecnici adattati e insegnanti formati all’interazione con praticanti non udenti.

 

Tutte queste iniziative rispecchiano il nostro principio fondante: larte marziale come strumento di crescita, consapevolezza e protezione, accessibile a tutti.